La settimanale puntata della rubrica “Salute&Benessere”, curata dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova e anche giornalista pubblicista, attenziona ancora l’intestino e, in particolare, la diverticolosi e la malattia diverticolare. Foto in alto la d.ssa Isabella Salvia con il prof. GIORGIO CALABRESE, medico e docente di chiara fama nazionale ed internazionale…
Continuiamo oggi a parlare di intestino, in particolare dei diverticoli, una problematica che, se trascurata, potrebbe portare all’insorgenza di complicanze risolvibili solo a livello ospedaliero. Ma cosa sono i diverticoli?
I diverticoli sono delle estroflessioni sacciformi, simili a una bolla, che si formano nella parete del colon e soprattutto nel sigma, che è la parte inferiore sinistra del colon.
Nella pratica clinica si distingue la semplice diverticolosi dalla malattia diverticolare.
La diverticolosi si riferisce alla presenza di diverticoli nel colon, è la forma più frequente, non si hanno manifestazioni cliniche significative e la diagnosi avviene casualmente.
La malattia diverticolare indica la forma attiva ed è caratterizzata da un insieme di sintomi conseguenti la presenza dei diverticoli.
Con il termine diverticolite, invece, ci riferiamo alla complicanza della diverticolosi che sopraggiunge, in varie forme, anche nel 25-30% dei pazienti.
La diverticolosi sembra essere molto diffusa e circa l’80% dei casi resta asintomatico per tutta la vita.
L’incidenza aumenta nettamente con l’età e si stima che il 60% degli ultrasettantenni siano interessati dalla diverticolosi.
Nella patogenesi della diverticolosi gioca un ruolo determinante il fattore dietetico, soprattutto la scarsa presenza di fibre alimentari che porta alla formazione di feci meno voluminose e quindi all’aumento della pressione endoluminale dell’intestino.
Proprio l’aumento della pressione all’interno del lume favorisce l’erniazione a livello delle tonache mucosa e sottomucosa delle zone più deboli della parete intestinale.
Altro fattore che favorisce la formazione dei diverticoli è dato dai disordini della motilità del colon che, da un lato incrementano la pressione all’interno del colon e dall’altro rallentano il transito delle feci, le quali diventano sempre più disidratate e meno voluminose.
Compito del nutrizionista sarà dunque quello di stilare un piano alimentare ricco di fibre, che devono essere introdotte gradualmente, eliminando tutti quegli alimenti contenenti fibra “compatta” che potrebbero aggravare la patologia nel caso in cui alcune parti restassero intrappolate nei diverticoli, infiammandoli.
Questi accorgimenti sono mirati a evitare l’insorgenza della temuta diverticolite, ovvero l’infiammazione della mucosa del diverticolo causata dall’azione abrasiva delle feci e dalla proliferazione batterica che potrebbe portare addirittura alla perforazione della parete intestinale.
Il soggetto colpito da diverticolite accusa di solito dolore addominale, febbre, cambiamenti all’alvo, nausea e vomito, per le cui complicanze il ricovero ospedaliero è l’unica alternativa.
Ricordo a tutti che eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.
Isabella Salvia
I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione ( biologo nutrizionista, dietologo o dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da qualsiasi patologia accertata.
Edited by, venerdì 18 agosto 2017, ore 19,07.