Acufeni: di cosa di tratta, perché è oggetto di studi specialistici, cosa provoca nell’alimentazione. E’ questo l’argomento della settimana trattato, nella rubrica “Salute&Benessere”, dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale. Il servizio…
Secondo uno studio realizzato da ricercatori della Chengdu University of Traditional Chinese Medicine, pubblicato su BMJ Open, esisterebbe un nesso tra alimentazione e rischio di comparsa dell’acufene, il fastidioso ronzio alle orecchie che colpisce molte persone.
La ricerca ha esaminato come il consumo di frutta, fibre alimentari, latticini e caffeina potrebbe esercitare un effetto protettivo sui vasi sanguigni e sui nervi, contribuendo così a ridurre l’infiammazione e lo stress ossidativo, fattori noti per influenzare la salute uditiva e, di conseguenza, l’insorgenza di acufeni.
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 301.000 persone, valutando 15 diversi fattori dietetici attraverso questionari specifici.
Tra gli alimenti esaminati vi erano carboidrati, uova, carne, pesce, verdure e zuccheri, oltre ai già citati frutta, fibre, latticini e caffeina.
I risultati hanno mostrato che un aumento del consumo di frutta ha portato a una diminuzione del 35 per cento nell’insorgenza di acufeni, mentre le fibre alimentari hanno ridotto il rischio del 9 per cento
Anche i latticini e la caffeina hanno avuto un impatto positivo, con riduzioni rispettivamente del 17 per cento e del 10 per cento.
A soffrire di acufeni è una persona su quattro, circa 2,5 milioni le persone in Italia, ma non sono solo gli anziani a sentirli.
Purtroppo nella maggior parte dei casi sono assenti le possibilità di trattamento. C’è però una buona notizia.
Un’applicazione, infatti, potrebbe aiutare ad alleviare questo invalidante disturbo a carico dell’orecchio; si chiama Mind Ear ed è un’app sviluppata dagli scienziati dell’University College London Hospital e dell’Università di Auckland.
Il lavoro di ricerca sperimentato su 30 persone e pubblicato sulla rivista Frontiers in Audiology and Otology, ha l’obiettivo di desensibilizzare il cervello dall’acufene.
Il nuovo e tecnologico trattamento progettato si basa su una combinazione di terapia cognitivo comportamentale, esercizi di rilassamento e terapia del suono al fine di allenare la reazione del cervello per far sì che sia in grado poi di non sentire più l’acufene.
Come spiegano gli studiosi, fin dalla nascita il cervello è abituato a filtrare i suoni che non servono e così crescendo sarà allenato a non sentire più rumori che ritiene irrilevanti. Attraverso un programma di allenamento tramite l’app, la persona pratica esercizi di concentrazione che l’aiuteranno a non percepire l’acufene.
Un’ottima strategia per trovare sollievo.
La terapia a cui sono stati sottoposti i suddetti pazienti ha migliorato significativamente la condizione di circa due terzi del campione dopo 16 settimane.
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ISABELLA SALVIA
I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.
Edited by, venerdì 4 aprile 2025, ore 17,19.