Messina: Il femminicidio di Sara, convalidato l’arresto di Argentino (aiutato dalla madre per tentare la fuga?)

Il Gip del Tribunale di Messina EUGENIO FIORENTINO ha convalidato il fermo e firmato una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di STEFANO ARGENTINO (foto in alto a dx), lo studente universitario di Noto accusato dell’omicidio di SARA CAMPANELLA (foto in alto a sx), la studentessa di 22 anni di Misilmeri uccisa lunedì pomeriggio sul viale Gazzi a Messina. Intanto emerge – come riporta il giudice nell’ordinanza – il ruolo della madre dell’indagato che avrebbe aiutato il figlio a tentare la fuga. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

Il Gip del Tribunale di Messina Eugenio Fiorentino ha convalidato il fermo e firmato una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Stefano Argentino, lo studente universitario di Noto accusato dell’omicidio di Sara Campanella, la studentessa di 22 anni di Misilmeri uccisa lunedì pomeriggio sul viale Gazzi a Messina.

La ragazza frequentava il corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico all’università di Messina, lo stesso del suo assassino.

Come riportato in un altro servizio postato ieri (vedere archivio), l’indagato è stato interrogato per un paio di ore, alla presenza del difensore, l’avvocato Raffaele Leone (che rinuncerà all’incarico essendo civilista) e della sostituta procuratrice Alice Parialò e del Procuratore aggiunto di Messina Marco Colamonici che coordinano le indagini sul femminicidio.

In aggiunta a quanto riportato nel servizio postato ieri, Stefano Argentino ha detto di avere avvicino Sara lunedì per avere notizie su un’operazione alla quale si era recentemente sottoposta e per capire perché non avesse risposto ad un messaggio che lui le aveva inviato nel mese di gennaio scorso. L’indagato ha detto ai pm che Sara, come era capitato in passato, si era mostrata fredda e indifferente. Dell’aggressione non ha voluto parlare limitandosi a dire di essere fuggito perché non sapeva cosa fare.

Secondo il Gip che ha convalidato il fermo di Argentino, la madre di Stefano voleva aiutare il figlio a fuggire. “E’ stato acquisito un biglietto – spiega il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare –, scritto dalla madre dell’indagato, nel quale la donna faceva riferimento alla necessità di allontanarsi per un po’ con la scusa di curarsi, nonostante dai successivi accertamenti non risultassero suoi particolari problemi di salute. Dietro l’allontanamento si nascondeva la volontà della donna di aiutare il figlio a non farsi trovare”.

Argentino – scrive ancora il Gip Fiorentino – ha agito con crudeltà e le modalità della sua condotta palesano la volontà di infliggere alla vittima sofferenze aggiuntive rispetto al normale processo di causazione della morte”. Il giudice parla di premeditazione e risoluzione criminosa. Il giovane si era portato dietro il coltello per uccidere. Ad Argentino la Procura di Messina contesta anche l’aggravante di aver agito per motivi abietti e futili. Per il giudice, vista la natura violenta dell’indagato e la sua incapacità di frenare i propri istinti, c’è il rischio che possa compiere altri gesti simili.

Edited by, giovedì 3 aprile 2025, ore 11,11. 

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