Psoriasi, colite ulcerosa e morbo di Crohn. Questi gli argomenti trattati dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, per la puntata n. 124 della rubrica “Salute&Benessere”…
Una recente ampia analisi che ha valutato i dati di oltre 8 milioni di malati ha confermano che le persone che soffrono di psoriasi hanno maggiori probabilità di andare incontro anche a problemi intestinali, come colite ulcerosa e morbo di Crohn, entrambe malattie infiammatorie croniche, proprio come la psoriasi. «I pazienti con psoriasi dovrebbero essere a conoscenza di questo legame – scrivono gli autori dello studio nelle loro conclusioni – e quando compaiono alcuni problemi intestinali, con sintomi persistenti, sarebbe bene che si rivolgessero senza troppi indugi a un gastroenterologo per effettuare tutti gli opportuni accertamenti».
Morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa sono patologie molto diffuse, soprattutto fra i giovani, ma spesso sono sottovalutate e difficilmente diagnosticabili al di fuori dei centri specializzati. Secondo gli ultimi dati, nel nostro Paese si registrano ogni anno più di 6.000 nuove diagnosi e, nel complesso, in Italia ne soffrono oltre 200mila persone, molte delle quali sono giovani tra i 20 e i 35 anni. Anche la psoriasi colpisce soprattutto prima dei 40 anni (anche se può manifestarsi a qualsiasi età) e interessa 2 milioni e mezzo di nostri connazionali. I sintomi più frequenti della rettocolite ulcerosa sono rappresentati da diarrea, spesso sanguinolenta, dolore addominale e dimagrimento. Possono anche essere presenti stati infiammatori che riguardano altri distretti, come fegato, occhi ed epidermide. La psoriasi, invece, appare visibile con chiazze rossastre ricoperte di squame bianco-argentate che compaiono soprattutto in alcune zone tipiche (quali i gomiti, le ginocchia, il cuoio capelluto, la zona sacrale).
“Sono malattie la cui origine non è ancora del tutto chiara” – spiegano all’IRCCS Istituto Policlinico San Donato di Milano- “La psoriasi si manifesta come un’infiammazione della pelle, con un’evoluzione imprevedibile, che può procedere attraverso riacutizzazioni, miglioramenti e talvolta anche persistenti remissioni. In pratica, in molti casi le placche vanno e vengono: in alcuni periodi tendono a ingrandirsi, talvolta invece si attenuano o scompaiono del tutto, per poi ritornare a settimane o mesi di distanza. È certo si può accompagnare a una serie di altre malattie (quelle che gli specialisti chiamano comorbidità), come artrite psoriasica, malattie metaboliche (diabete, iperuricemia, ipercolesterolemia, obesità), ipertensione, depressione, per cui è fondamentale che venga gestita in quest’ottica e che il dermatologo, oltre che sulle lesioni cutanee, si focalizzi sulla salute generale del paziente».
Cosa c’è dietro al legame fra le chiazze sulla pelle (tipica manifestazione della psoriasi) e le malattie intestinali? “L’infiammazione cronica, che è alla base delle lesioni cutanee come delle altre due patologie. È probabile che sia una predisposizione genetica a produrre questo errore del sistema immunitario”.
Un’altra ipotesi che si fa strada fra i ricercatori è il ruolo di microbi e batteri. Alterazioni nelle colonie di microbi che vivono sulla nostra cute sono state collegate a diverse altre malattie, compresa la psoriasi. “Ci sono evidenze che anche la psoriasi sia condizionata dal microbiota intestinale” – conclude un dermatologo dell’Istituto G.B. Mattei per la ricerca termale a Comano, che da anni studia queste interazioni -”si rafforza l’idea che la psoriasi sia causata da uno squilibrio dei batteri intestinali, ovvero che la carenza di alcuni microbi favorisca un’infiammazione del tratto digestivo che può poi raggiungere anche la pelle». E’ importante rivolgersi sempre ad un medico, che possa correttamente diagnosticare le patologie in questione.
Concludo ricordandovi quello che ripeto in questa rubrica da oltre due anni, e cioé che è certamente opportuno non abusare mai di un singolo alimento, né esagerare sulle quantità, principalmente per coloro che hanno patologie accertate. In casi di difficoltà, piuttosto che spendere soldi in inutili “pillole magiche”, è bene rivolversi ad un professionista della nutrizione, come un biologo nutrizionista, per trovare la migliore dieta ricca di tutti i micronutrienti necessari, sulla base di una diagnosi individuale.
Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.
Isabella Salvia
I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.
Edited by, venerdì 18 ottobre 2019, ore 18,01.